mercoledì 30 novembre 2011

SCATTI SCRITTI IN UN SOFFIO D’AMORE

A volte i ricordi sono come un album fotografico. Un giorno ti metti seduta sulla poltrona, e arrotolata dentro una morbida coperta sfogli quel capolavoro che è stata la tua vita.
Questo era quello che pensavo un giorno, guardando verso il vuoto, seduta sulla poltrona della mia minuscola mansarda. Pioveva forte e il rumore della pioggia che batteva sul tetto era una melodia rilassante.
Continuavo a fissare il vuoto, rivedendo quei ricordi scorrermi, felici. Io ero felice. No, non lo ero più. Mentivo, sorridendo al vuoto per paura che anche i fantasmi potessero vedere quell’attimo di debolezza.
Non dopo che pensavo di aver perso il sogno mio più grande. In un soffio.

lunedì 28 novembre 2011

venerdì 25 novembre 2011

Diario a Shibuya d'un vuoto di pochi istanti

Tokyo, quartiere di Shibuya.
Oggi mi sento su un altro pianeta... o forse no. No, no. Scusatemi. Oggi non sono nemmeno su un mondo definito. Sono nel vuoto più totale, dove nessuno mi può aiutare nell'intraprendere la strada del mio destino. La mia famiglia, l'amore della mia vita, gli amici veri.... non ci fossero loro precipiterei in quello che è il buco più nero della galassia. Già, è difficile nonostante esistano pure loro. Con loro posso camminare lungo al tunnel nero del mio percorso.... ma qual'è la mia strada?Con tutte le strade che vorrei intraprendere....formerei una vera e propria autostrada!
Scrivo quì, in mezzo ad una strada così conosciuta, che io paio insignificante come una formica.
Ma nonostante tutto, la musica mi fa riprendere conoscenza delle dimensioni del mio corpo, facendomi saltare e credere che per almeno un istante il mondo sia in mano mia.
La musica: se devi trovare conforto totale in lei, non è possibile ma... è la porta per il paradiso.

lunedì 21 novembre 2011

Amato Sogno

"Oggi mi pareva di averti toccato. Sì, mi ricordo quasi il tuo calore, quanto tu mi fossi così vicino. Ma soprattutto quanto tu ti sia allontanato da me!
Ricordo quando tu ti facesti vedere, così inaspettatamente. Quando mi avevi cercato di sedurre con la tua immagine, con la tua forma. E io, come un illusa cadevo tra le tue candide braccia. Mi stringevi così forte che mi sentivo soffocare. E io ti tenevo così stretto a me che avevo paura di perderti.
Ecco, proprio così. Io ti ho perso. Forse per un po', ma....spero solo che un giorno, ciò che tu mi hai lasciato....mi riporti da te. Per contemplarti ancora una volta." disse Momo, ammirando il cielo, ripensando malinconica al suo amato Sogno.

Frammento di luce

Basta poco per rendere felice qualcuno. Basta davvero poco, per le persone semplici.
A Momo è bastato un pezzetto di carta con sopra un disegno, e vedere la felicità illuminarsi per qualche istante. Quella bambina le aveva cambiato il corso della mattinata.
La ringraziò e nascose il foglietto nella tasca della felpa.
Cercava di tenere nascosta la sua felicità intrisa di dolcezza, concentrandosi su ciò che quella giornata mi avrebbe insegnato.
Pur di realizzare qualcosa, era disposta a tutto. Anche a tacere quel poco di entusiasmo.
Aveva paura che il tutto si potesse spegnere, come una candela nelle tenebre.

venerdì 18 novembre 2011

Polvere alla Polvere: Destiny - Cap. 31

Polvere alla Polvere: Destiny - Cap. 31: Lei: il Sole nell’oscurità Fu una giornata faticosa e piovosa. Mi ero concentrata solo sul lavoro, aiutando i clienti nella scelta dei ve...

giovedì 17 novembre 2011

Gli occhi di Momo

Teneva chiusi gli occhi, Momo, quella sera. Sera o...giorno? Nemmeno lei lo sapeva. Aveva annullato completamente il senso del tempo e dello spazio. Ormai il giorno e la notte per lei non esistevano più. O forse non voleva nemmeno che continuassero a tormentarla, per questo li eliminò. La testa le faceva male, pulsando pensieri e doveri con violenza. Avrebbe voluto spaccarsi in due, così da far fuoriuscire qualsiasi cosa le pesasse.
Continuava a tenere chiusi gli occhi, stando sdraiata sul morbido cuscino gigante bianco, candido come una nuvola. Immaginando intorno a se solo il buio più totale contornato di puntini bianchi. Un cielo stellato? Forse... o forse erano solo fitti pensieri che la circondavano, ed erano pronti ad assalirla da un momento all'altro.
Teneva chiusi gli occhi, Momo.
Li teneva chiusi per paura che tutto le potesse piombare addosso, per paura di non farcela a reagire.
La paura: era il peso, che teneva chiusi gli occhi di Momo

martedì 15 novembre 2011

L'orologio dentro al cuore




Momo apre la porta che aveva trovato durante il suo cammino nell'oscurità. Chissà cosa ci sarà dentro quella stanza....ecco! La porta si apre e....una visione quasi angosciante la terrorizza.
Tic-tac-tic-tac!cù-cù!cù-cù!Click-Clock-Click-Clock! Una stanza di soli orologi. Di varie forme, dimensioni...ma sono pur sempre orologi.
Momo continua a camminare, davanti a se. L'angoscia l'accompagna: lei ha paura dello scorrere del tempo.
Ha paura che tutto possa svanire con l'andare dei minuti: i suoi sogni, la sua vita.
Così che ad un tratto dall'alto cade un orologio: era nero, a cippollotto, con una catena lunghissima.
La lunghezza ne determina gli anni.
"La sua vita è svanita..." pensa Momo, tenendolo tra le mani.
Crack! Il vetro che racchiudeva il quadro dell'orologio si rompe.Era davvero finita, per quell'uomo che aveva vissuto per realizzare i propri sogni.
"Come un orologio....tutti noi ci fermiamo. Cadiamo. E ci rompiamo, per poi venire gettati via come un oggetto qualunque." pensa Momo, con le lacrime agli occhi.
Peccato che di quell'orologio ne conoscesse la proprietà. E poco dopo si sente un eco: i lamenti degli altri orologi, tre per l'esattezza.
Sono loro, amici di Momo, che hanno perduto la loro felicità: un padre che li amava. E ingiustamente è stato eliminato dal tempo, come un orologio diffettoso. Non c'è più possibilità di riparo.
Solo il ricordo impresso nel tempo. Una sagoma animata dal ricordo del ticchettio del suo cuore.

Repertorio umanoide

Ascolta, ascolta...ascolta le dolci melodie di miscugli di note. Note studiate da secoli e utilizzate per comporre qualcosa che parli, chiedendo cortesemente "permesso" alle parole e prendendo il loro posto.
Ascoltare una canzone una, due , dieci o cento volte nell'arco della giornata. Momo fa proprio questo. E non le importa di quello che potrebbe pensare una persona qualunque, nemmeno se si trattasse del proprio migliore amico. Lei fa così, perchè è così. E quelle melodie parlano per lei, di lei ad un mondo che spesso non l'ascolta. Questa è Momo, in parte.
Una canzone. Una persona può diventare un repertorio, un insieme di canzoni!
E tutti insieme, siamo un immenso repertorio, pronto a cantare e far sentire alle stelle che siamo capaci di dare loro emozioni.

lunedì 14 novembre 2011

Gli occhi da studente

Momo si è sempre chiesta, con molta innocenza, il perchè si deve studiare. Persino un ragazzino spesso le pone questa domanda.
risponde Momo.
Studiare le piace, le è sempre piaciuto soprattutto legare le proprie conoscenze alla sua pratica. Per questo che lei studia. Eppure qualcosa l'ha sempre bloccata o messa in dubbio: l'organizzazione della propria facoltà.
Studia all'università, non è frequentante ma cerca di seguire con interesse il proprio contesto di studio. Peccato che lei si senta esclusa....come molti altri del resto! Perchè? E' per questo che sente questo blocco?
"Maledetta informazione che non c'è!" esclama Momo, andandosene da un aula piena di voci e persone che tanto non rivedrà se non una volta all'anno.
Disorganizzazione, informazione che c'è ma svanisce come polvere di stelle nelle notti più buie. Ecco proprio quel disegno di notte è il cervello che ha Momo quando pensa alla propria facoltà: il buio più totale!
Spesso non crede di fare del male a nessuno a chiedere, anche solo per una propria sicurezza, qualche informazione in più...ma dove può chiedere? A chi?
"Guardi che l'incontro c'era molto tempo fa....per fortuna stiamo facenod i recuperi apposta per voi!" esclamò una tizia, dalla vocina sottile e debole.
Accusano gli studenti di non informarsi mai abbastanza, e gli studenti accusano gli insegnanti e le segreterie di non avere recapiti sufficenti per comunicare le informazioni.
"Spalarsi le colpe come se fosse merda non è la soluzione migliore. Ma perchè nessuno fa qualcosa?!" esclama Momo, sfrecciando verso casa sulla sua auto.
Anni sono trascorsi. Ormai son cinque gli anni. Eppure lei è ancora lì a dover affrontare difficoltà, seppur stupide, ma fastidiose. Piccoli intralci d'un sogno d'insegnamento, di cui lei ha potenzialità. Le mancano solo le armi....un pezzo di carta.

domenica 13 novembre 2011

Un ora da 80 minuti



"Sai una cosa? Ci vorrebbe una vera rivoluzione: un ora da 80 minuti!" esclamò il padre a Momo. Lei stava guidando e non ne poteva più di quella giornata e di quella settimana che passava così in fretta, forse troppo. Aveva nuove responsabilità che la chiamavano, nuovi progetti e sogni. Forse tutto quello stava per trasformarsi in un vortice veramente pesante. Ma non voleva arrendersi. Lei avrebbe fatto di tutto, ad ogni costo. Ma le serviva un po' più di tempo.
"Già....ci vorrebbe davvero..." rispose Momo. Novembre sarebbe stato un mese dove tutto si sarebbe deciso e organizzato. Tutto questo per il proprio futuro, affinchè l'anno nuovo scorresse senza problemi. Lei era felice, ma ansiosa.
L'angoscia la logorava, facendole perdere presto il sorriso.
"Non posso arrendermi...non posso..." pensò Momo.
I sogni erano là fuori che l'aspettavano. Ma per lei era giunto il momento di compiere grandi salti. Le occorreva però il tempo, qualche minuto in più per poter fare tutto.
"80 minuti...." farfugliò Momo. Stava guardando la televisione. Tutto era una crisi, e anche lei si vedeva nella stessa maniera: un apparente crisi, un immagine catastrofica che si manifestava nella sua mente. Ma non era niente, niente! Era tutto sotto controllo, tutto stava andando per il verso giusto. La paura accorciava le ore, mentre la speranza e la cocciutaggine cercavano di allungarle per portarle a 80 minuti.

giovedì 10 novembre 2011

Sogno....Sacrificio

Ci sono momenti in cui si pensa di avere il mondo tra le mani; mentre ce ne sono altri in cui tutto potrebbe svanirti davanti come sabbia. Ci sono istanti in cui si sta fermi e si pensa... e altri in cui si pensa troppo, e si deve correre. Il treno sta partendo da Shinjuku: Momo ha avuto una giornata terribile, stancante. Cammina lentamente, pensando al motivo per cui stesse correndo poco tempo prima.
"Già...perchè? Tanto è inutile..." pensa. Lei correva per qualcosa, per raggiungere un sogno. Ma forse è troppo tardi, e lui ha preso il treno prima.
Tanti impegni, sempre degli imprevisti: il lavoro e lo studio, erano le basi di un muro che si stava creando tra loro.
Lui si sentiva lontano, come le stelle del cielo. Ma lui voleva esser con lei, sulla Terra. Avrebbe rinunciato anche al cielo, per avere il suo cuore, e sapere che anche lui avrebbe fatto parte dei suoi sogni.
Tutti corrono tranne lei: ora è ferma, davanti a quella fermata col treno che aspetterà pochi istanti prima di partire. Le sue lacrime scendono dagli occhi, speranzosi.
"Momo! Momo!" si sente chiamare. Una voce familiare, il suo cuore che ricomincia a battere. Ecco che riparte, ecco che lei corre verso il suo sogno, che credeva perduto per sempre. Ha rinunciato a molte cose, ma non a lui.

Non a tutto che era più importante.

martedì 8 novembre 2011

Il viale giallo

E' quando si pensa troppo che si rischia di fermarsi.
Quando Momo si ferma, osserva il mondo intorno a sè correre.
In questa mattina grigia ha visto un viale giallo. Bellissimo, perchè era giallo come il Sole, caldo come l'estate ormai andata da un pezzo. Veniva quasi voglia di sedersi lungo la distesa di quelle foglie bagnate, ma accese da un colore così luminoso.
"Questi sono altri grandi istanti da cogliere." pensa Momo.
Gli altri possono correre quanto vogliono, ma è quando ci si ferma che si vede il bello delle cose. Il bello che è la nostra cornice, il contorno di una vita ricca di dettagli.

lunedì 7 novembre 2011

Paura




Qualche volta prendersi una responsabilità è come ottenere un premio: diventi più grande, e aumenta la tua autostima.
Ma non per questo, significa che ottenendola, riuscirai ad essere costante in ciò che fai.
"Che ansia..." pensa Momo, guardando il cielo da una rovina della città. Eccola che si perde, per qualche istante, in quel cielo così limpido. Eccola che getta tutte le sue paure e le sue preoccupazioni verso un mondo che non avrebbe mai pensato di affrontare fino ad allora. Tira un lungo sospiro. La paura le martella la testa. Ha paura: racchiude dentro di sè la più terribile delle bestie.
"Sì: ho paura. Paura di non farcela, paura di sbagliare, e mandare ogni mio sogno a rotoli..." dice Momo, continuando ad ammirare il cielo, nella speranza che la sua bestai se ne vada da sola.

Polvere alla Polvere: Destiny - Cap. 30

Polvere alla Polvere: Destiny - Cap. 30: Lui: la Bestia Dopo tanti forse troppi pensieri inutili, notai che si era fatto abbastanza tardi. Il negozio era chiuso ed era ora di an...

Sogno Naturale



Ossessione. Ossessione di una mente rapita da idee, intrappolata in una realtà fatta di lettere incatenate, che formano pensieri.
Lettere, parole, pensieri fluenti, come un torrente.
E io su questo ponte le osservo scorrere veloci, con la voglia di pescarle e crearne una pianta robusta.
Un salice piangente: così da strapparne le foglie, e leggerle.
Se questo è sognare...il mio sogno è naturale.

domenica 6 novembre 2011

Colori nel grigio



Pioggia.
Grigio e pioggia, nient'altro.
 Ma a Momo non importa. Affacciandosi alla finestra, al di là del vetro bagnato vede i colori delle foglie cadute, di fiori che appassiscono. La pioggia continua incessante ad abbattersi sugli alberi di ciliegio, e il rosa cade sul grigio dell'asfalto, lasciandosi schiacciare dalle auto in corsa. Mentre ammira lo spettacolo che è il corso della quotidianità, due braccia circondano la vita della dolce Momo. Hizaki le dona un bacio dolcissimo sulle labbra, facendole riscoprire i colori dell'arcobaleno.
Là fuori è grigio. Pioggia è grigio con i colori che muoiono, pensiamo.
Momo invece sorride, perchè racchiude dentro di sè le sfumature del giallo e del rosa: sfumature di un autunno in fuga, e che un giorno vi farà ritorno.

venerdì 4 novembre 2011

Logica inversa

Deconcentrazione è inversamente proporzionale ai doveri che attendono Momo. Oggi l'attende un gran lavoro da svolgere, ma in una giornata così uggiosa il richiamo del dolce dormire è più forte della sua stessa volontà. "Accidenti...maledetta pigrizia...." pensai. O forse è semplicemente stanchezza? Mai e poi mai la pigrizia regnerebbe nello spirito di Momo. Seduta su una panchina, ammirando sopra di sè lo sfondo grigio che è il cielo, cerca di farsi forza.
"Il libro....devo concentrarmi sulla sua revisione..." pensa ardentemente.
Il richiamo delicato del dolce dormire l'ossessiona. Odia volerlo ammettere, ma le forze le servono.
"Solo per poco però!" dice Momo, sdraiandosi sulla panchina. Chiudendo gli specchi della sua anima conta gli istanti, per paura di cadere tra le braccia di Morfeo. Ma è già troppo tardi....

giovedì 3 novembre 2011

La Felicità e la sorella Accontentare


"Io so accontentarmi." dice qualcuno.
Ma Momo non vede la luce nei suoi occhi, perchè non è la vera felicità. Nemmeno lei conosce il vero significato di quella parola, ne conosce una vaga essenza, come i profumi che si disperdono nell'aria d'estate durante una lunga camminata sulla spiaggia.
Accontentarsi dunque è felicità? No, ma ne è parte.
E' un piccolo frammento di un energia nascosta, la sorella di Felicità.
"Ho raggiunto la meta! Almeno mi accontento!" dice un altro.
"Non era ciò che volevo ma...pazienza! Sorrido lo stesso." si sente dall'altra parte della strada.
"C'è di peggio!" urla qualcun 'altro.
No, non è la felicità. Sono cuori che hanno lievi sussulti, ma nulla che possa esplodere in una stella. No, non si chiama felicità.
"Io so accontentarmi?"si chiede Momo.
No. Non si accontenterà, fino a quando non avrà raggiunto l'apice del sogno che è la sua vita, fino a quando non avrà abbracciato la sorella Felicità.

Polvere alla Polvere: Destiny - Cap. 29

Polvere alla Polvere: Destiny - Cap. 29: Lei: il Sakuya nascosto Arrivai nel reparto, puntuale per l’orario delle visite. C’era solo Sakuya , dentro una stanza bianca e un letto ...

Momo & Lucca comics: il primo giorno

Assalto e ...massacro. Il primo giorno è stato un dolce perdersi devastante nel cuore di Lucca, tra persone e tanto tanto cosplay. Tante foto, sosta agli stands, e una lunghissima camminata. Momo e Rò erano ormai allo stremo delle forze, ma Momo non si arrese: il suo più grande obiettivo era ritrovare i suoi amici più importanti, quelli che avrebbe rivisto solo una volta all'anno.
Cercava Syd , e tra una chiamata e l'altra, per fortuna fu lui a riconoscere lei:
"Finalmente! Ma non dovevi avere un pellicciotto grigio e essere un barbaro?!" esclamò Momo. Lui si limito a sorridere e spiegò l'inconvenienza: troppo caldo! In effetti quel giorno c'era un sole che avrebbe sciolto chiunque portasse una giacca. Anche Momo era una vittima del sole!
Quattro chiacchiere con Syd e poi via che si riparte alla volta di altri stand e Japan palace, pieno di gadgets e tanto altro. Momo era felice di aver rivisto in mezzo al mondo un amico che considerava importante.
Riuscirono a tornare all'agriturismo sane e salve....e distrutte. Ma la giornata non era finita. Un buon piatto di pasta cucinato da amici prima di ritornare alla città...ci voleva! Quello era stato il bello della serata: un gruppo di amici che sapevano coinvogerti e farti sorridere, anche se ti conoscevano appena.
"Che bello..." pensò Momo. Quelle erano vere persone, a cui non importava chi fossi. Erano persone gentili e semplici, trasparenti in tutto e per tutto.
Si erano fatte le 10, Momo e Rò decisero di prendersi cù e andare a Lucca per trovare Syd che....non uscì. Nonostante lui abitasse a Lucca non sapeva minimamente orientarsi.
"Mah...è proprio Syd!" esclamò, e si addentrarono nelle mura. Rò, armata di macchina fotografica, si dilettò nella sua arte fotografando Lucca di sera. Mentre Momo pensavaa a quanto fosse strano vedere quella città, così nel silenzio e con poche persone brulicare tra le vie.

mercoledì 2 novembre 2011

Ci sono più cose in cielo e in terra: Destiny - Cap. 28

Ci sono più cose in cielo e in terra: Destiny - Cap. 28: Lui: Un peso da levare Sognai tanto in quella notte così breve ma intensa. Sognai Ery chan che si allontanava da me, sempre di più. Poi ...

Passeggiando con Momo a ritmo di scrittura. (1)

Momo asseggiava lungo il viale di ciliegi, ripensando alle parole scritte in un capitolo a cui siera affezionata:

"Piangevo. Non facevo altro che piangere. Dei miseri fogli erano diventati così importanti da distruggere la fiducia di entrambi. Dopo tanto tempo ci stavamo per unire, e in pochi istanti ci eravamo separati. Tutto per colpa della fiducia mancata. Fiducia necessaria per il compimento del nostro sogno." Ery chan, capitolo 29 di "Destiny"

Già, la fiducia...quanto è difficile da mantenere. Può essere la base di un legame indissolubile, come può essere la causa della più grande delle distruzioni. Eppure esiste, come il tradimento e la menzogna. Esistono da millenni, dalla notte dei tempi, e si combattono a vicenda in una lotta senza fine. Come la vita e la morte.
Chi al giorno d'oggi è degno di fiducia totale? E chi al giorno d'oggi è il vero traditore? L'uomo possiede un mezzo che è la libertà, anche se al momento ormai bisognerebbe pagarla. Può scegliere due strade diverse, per crearsi il proprio destino. Chi è così cieco da scegliere la fiducia? Chi è così crudele da intrapredere la strada del tradimento? A volte la fiducia la si dona troppo, e altre volte si tradisce perchè è necessario. Poi si ha solo paura che i propri sogni s'infrangono con niente, e quindi la fiducia non si dona per niente.  E ci sono momenti in cui si dicono bugie, tradendo anche quel briciolo di fiducia.

martedì 1 novembre 2011

Momo del ghiaccio e Momo del fuoco

"SAi... a volte penso che io sia nata per dare la felicità . Eppure dopo un po' mi sento consumare, ed appassire ultimamente. Proprio in quegli istanti mi chiedo il motivo per cui io continui nonostante tutto a sorridere. Perchè?!"esclamò Momo del fuoco. Momo del ghiaccio si limitava a guardarla in silenzio, mentre giocava con una piccola ciocca bianca e nera.
"A volte ti chiedi troppe cose..." replicò Momo del ghiaccio.
"Accidenti, ma io e te facciamo parte di una persona che vive! Devi chiedertele certe cose..."
"Forse perchè io sono la tenebra e non posso sorridere..." interruppe Momo del ghiaccio. Momo del fuoco rimase allibita da tale risposta.
"Anche se sei tenebra...non vuol dire che anche tu non conosca la felicità!"
"Io la conosco benissimo. Come il bene esiste il male, come il sole esiste la luna....e come io tu esisti, per essere il mio opposto. E conviviamo in un conflitto pacifico. Momo sarà malinconica perchè trascurata da chissà chi, ma se vuole andare avanti per realizzare ciò che più desidera...deve mantenere quel sorriso splendente..." disse Momo del ghiaccio.
"Oggi sei così ragionevole....strano....eppure solitamente fai di tutto per ostacolarmi!"esclamò Momo del fuoco, ammirando il cielo nero che le sovrastava.
"Già...ma forse perchè entrambe stiamo maturando, non trovi? Almeno quella è una cosa che abbiamo in comune..." esclamò Momo del ghiaccio.
"Mah..." si limitò a rispondere Momo del fuoco. Nel frattempo al di là del doppio spirito, Momo continuava a riflettere su ciò che le stava accadendo: i sogni che voleva realizzare, la famiglia e gli amici. Si era buttata così a capofitto nel suo sogno, che il resto intorno a lei pareva scomparso. Non doveva andare avanti così...non doveva.

Post inutile/utile 1

Giornata uggiosa, giornata di tristezza in giro per cimiteri. Questo è il 1° di un mese grigio quasi nero. Ma non vuol dire che debba mantenere le sfumature di quei colori per sempre! Pensare e scrivere sono gli obbiettivi di questa giornata, tra una pausa e la visita a parenti defunti di cui alcuni non ho memoria alcuna.
A volte...penso...se io morissi? Chi si ricorderà di me? Tanti, oppure pochi? Chi lo sà. Quando uno è morto, non ha più tempo e voglia di pensare. In questo momento non ne ho voglia di pensare. Pensare ai mille impegni, ai miei sogni, alla mia vita futura: pensieri che cavalcano uno sull'altro sorpassandosi, ricordando delle trottole giganti dai colori luminosi.
Che dipinto strano! Così quasi quasi, per stasera, deposito cervello e cuore: cervello per non pensare, e cuore perchè così non provo più alcuno sforzo. Non ne ho voglia di pensare, oggi. Non ho voglia di sforzarmi. Abbandono le mie forze, anche a costo di parer morta per pochi istanti.

Ci sono più cose in cielo e in terra: Destiny - Cap. 27

Ci sono più cose in cielo e in terra: Destiny - Cap. 27: Lei: la Kitsune nascosta Il giorno dopo ero distrutta. I miei occhi rischiavano di chiudersi da un momento all’altro, ma non potevo moll...