lunedì 9 gennaio 2012

Memorie d'una Prigione

Correvo. 
Continuavo a correre nel buio di quello che era un bosco.
La luce della Luna non c'era. No, la Luna quella notte non era mia compagna, e l'angoscia iniziava a strappare a morsi la mia anima.
Continuavo a fuggire da qualcosa che era dietro di me, o forse persino intorno a me, di cui non riuscivo a liberarmi. Caddi di colpo sull'erba fresca e umida di quel bosco. Non sentivo alcun rumore, non vedevo nulla oltre gli alberi altissimi che mi circondavano. Tra quei rami, così neri e intrecciati da sembrare una ragnatela, la stessa di cui forse sarei divenuta la preda. Proprio in quell'istante sentii che mi mancarono le forze, e sopra di me si mosse un ombra. Quell'ombra così familiare, i suoi occhi che brillavano nel cuore delle tenebre...e il terrore che mi bloccava. Ero perduta, fino a quando non mi svegliai e mi ritrovai sola nella mia  fredda e ormai desolata stanza.
"Ancora una volta.... ancora un incubo... sto impazzendo." pensai. Già, ero ormai vittima di quella fitta ragnatela di rami, che mi teneva in trappola in un vortice di tentazioni e pensieri peccaminosi. Ma sentivo che della mia anima di fanciulla innocente ne era rimasto qualche brandello, alcuni resti essenziali per salvarmi e capire ciò che  volevo veramente. 
Per liberarmi da quella che ormai si stava tramutando in una prigione.

2 commenti:

Osservare Col Cuore ha detto...

mi piace molto questo pezzo...e mi ricorda una cosa personale..mi rivedo molto anche nel tuo modo di esprimerti..complimenti! =)

Momo ha detto...

grazie mille ^.^ questo è un breve capitolo de "Le memorie della famiglia Deadstone", un libro che avevo scritto, e sto revisionando, quattro anni fa.... E molte cose, ciò che sento e ho vissuto, anche se si tratta di pura fantasia, è racchiuso quì dentro: ogni singola ombra. un abbraccio grande da Momo ^_^